ridurre gli sprechi

Il prolungato periodo di assenza di precipitazioni sul territorio piemontese da dicembre ad aprile sta mettendo in seria crisi il sistema degli acquedotti locali. Occorre ridurre, ove possibile, la quantità di acqua utilizzata quotidianamente.
Pertanto vengono proposti alla cittadinanza alcuni semplici suggerimenti da seguire che, se messi in pratica da tutti, possono davvero fare la differenza in termini di risparmio idrico.

Sono molti i gesti abitudinari compiuti da tutti noi, spesso senza pensarci, che
contribuiscono allo spreco di questa importante e purtroppo limitata risorsa 
rappresentata dall’acqua ad esempio:

  • insaponarsi sotto la doccia o spazzolare i denti con il rubinetto sempre aperto;
  • fare la lavatrice anche quando non è piena;
  • lavare sovente l’auto;
  • sciacquare frutta e verdura sotto il rubinetto anziché in una bacinella;

sono solo alcuni esempi di azioni quotidiane che potremmo evitare senza troppa fatica e con importanti risultati di risparmio idrico.

Un recente studio dell’Arpa Piemonte sugli effetti del cambiamento climatico sulle risorse idriche ha messo in luce come l’aumento generalizzato delle temperature, la diminuzione degli apporti nevosi nelle zone alpine, le scarse ma violente precipitazioni che riducono i processi infiltrativi, uniti ai lunghi periodi siccitosi, porteranno ad una progressiva riduzione delle portate delle sorgenti.

Dobbiamo intervenire tempestivamente cercando di fare del nostro meglio per non peggiorare ulteriormente la situazione, collaborando tutti insieme per ridurre al minimo gli sprechi d’acqua e preservare così il nostro futuro.

Per questo invitiamo tutti ad osservare comportamenti responsabili.

I cambiamenti climatici in atto, infatti, hanno già un impatto sulle pianure cuneesi in termini di quantità, qualità e stagionalità della risorsa idrica, con implicazioni dirette sui regimi di deflusso lungo i corsi d’acqua, sui rischi naturali e sulla disponibilità di acqua. Tali implicazioni, a loro volta, hanno conseguenze negative sulla produzione di energia idroelettrica, sull’agricoltura e sulle attività agro-pastorali, sulla silvicoltura, sugli ecosistemi in generale, sul turismo e sulle strutture ed infrastrutture umane. E la previsione nel breve etermine, coadiuvata dalla scarsità di precipitazioni che ha caratterizzato l’inverno appena trascorso, è che non solo le aree alpine, ma anche le comunità a valle, saranno sempre più sotto pressione.

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